“Avevo sete e mi avete dato da bere”: queste parole del Vangelo risuonano potenti a Mvimwa, uno dei villaggi più poveri e isolati della Tanzania, dove alcune famiglie e giovani di Nomadelfia vivono e operano ormai da tre anni. In un contesto dove l’acqua è una conquista quotidiana e non un diritto acquisito, ogni gesto di solidarietà assume un valore inestimabile.
A raccontarlo è Monica, una mamma di Nomadelfia, che ha vissuto sulla propria pelle la fatica e la dignità con cui i bambini del villaggio affrontano la carenza d’acqua. Ha visto bimbe raccogliere acqua da pozzanghere o trasportare secchi da venti litri sulla testa, con una forza e un coraggio straordinari. Scene che, seppur semplici, scuotono le coscienze e ci ricordano quanto l’acqua sia essenziale e, troppo spesso, data per scontata.
Da queste esperienze nasce un progetto concreto: scavare una sorgente, incanalarla, potabilizzarla, e renderla disponibile alla comunità. Un’infrastruttura semplice ma rivoluzionaria, che oggi permette alle famiglie di avere accesso all’acqua pulita vicino casa. La fontanella inaugurata da Nomadelfia è diventata simbolo di dignità e di riscatto. I bambini ci si dissetano, si rinfrescano il viso, giocano. L’acqua torna ad essere vita, relazione, gioia condivisa.
A Mvimwa, la solidarietà si vive nel quotidiano. I gesti sono piccoli, ma carichi di significato: come collegare una nuova fontanella lungo la strada per alleviare la fatica delle mamme; o accompagnare a casa una bambina con il suo secchio, camminando insieme in salita, mano nella mano.
Don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia, parlava spesso della legge dei “vasi comunicanti”: un’immagine potente per spiegare la solidarietà. Come l’acqua che si distribuisce naturalmente tra i vasi collegati finché non si equilibra, anche i beni della terra – e i doni che riceviamo – dovrebbero fluire tra le persone fino a raggiungere chi ne ha più bisogno.
In questo spirito, ogni progetto di Nomadelfia in Tanzania non è solo un aiuto materiale, ma una testimonianza vivente del Vangelo: un invito a farci “sorgente di vita”, come diceva Don Zeno, per chi ha sete di acqua, di giustizia, di umanità.




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